Si intitola “Il lago artificiale” il nuovo album della storica band italiana dei Bisca, nuova uscita a oltre 40 anni dalla fondazione del gruppo.
Per parlare di questo progetto uscito per Roble Records, etichetta della nostra Roble Factory, e spiegare il motivo per cui l’uscita al momento è prevista solo in versione fisica e non in quella digitale, vogliamo utilizzare le parole della band dalla loro pagina Facebook:
“Attenzione, per nostra precisa presa di posizione, il disco in prima battuta sarà reperibile solo nella sua forma fisica e non sarà pubblicato sulle “forme piatte” digitali. Le ragioni sono molteplici e prima o poi ci farò un bel post di quelli piccanti piccanti alla CarmelaBi; per ora è importante sapere che il modo migliore per procurarselo è venire alle presentazioni che stiamo programmando in giro qua e là.
25 Aprile 2025 esce “Il Lago Artificiale” nuovo disco BISCA
Ve lo avevo detto che la copertina del disco – Il Lago Artificiale – era una cosa speciale; adesso potete verificare voi stessi.
Esce oggi infatti il disco su vinile e l’immagine della copertina farà bella mostra di sé su questa pagina per un bel po’.
Intanto gustatevi la copertina.
Ps. Stasera siamo al Punk Tank chi non viene è fan di Vecchioni e Guccini!
Il Lago Artificiale / ART SOUL
Volendo provare a definire il suono del Lago Artificiale lo direi “ART SOUL” nel duplice significato di ‘suono dell’anima artistica’ e ‘suono dell’anima artificiale’.
Una musica viscerale e ipnotica che aspira all’ancestrale.
Un nuovo approccio colto e lisergico sull’abisso del nostro tempo perturbato … una possibile alternativa al silenzio!
SOUL ARTISTIFICIALE
“Il Lago artificiale” è a suo modo anacronistico.
Di altri tempi. Di un altro tempo.
Per intensità, per “spirito” e per modi di produzione.
Reclama attenzione. Per tutti i suoi quarantacinque minuti di durata.
È anche una specie di “concept album” involontario. Nel senso che non nasce con l’intento di esserlo ma si ritrova, dopo tre anni di gestazione, ad avere quella compattezza e quella univocità di argomenti tipica dei dischi a tema.
Anacronistico dicevo, ma al tempo stesso è un disco “contemporaneo”, completamente immerso nel tempo in cui è stato concepito; un tempo disturbato da una crisi “che uccide i suoi figli ed alleva conigli”.
È pieno di questi umori.
Oggi è piuttosto raro trovare qualche espressione “artistica” che sia così “drammaticamente datata”, che sia così profondamente imbevuta dello spirito del tempo.
L’uomo connesso vive in una specie di bolla atemporale in cui i suoni, i concetti, le suggestioni rimandano ad un indefinito astratto; ad un nonsense universale, ad un manierismo idiota che balbetta luoghi comuni e schifezze da copia e incolla a cazzo di cane.
Sono cinque anni che viviamo una emergenza infinita partita dal covid e sfociata in una guerra mostruosa, programmata da un tempo infinito e implementata dal geriatrico decadente potere degli Ameri cani e dai suoi sgherri col vizietto inNATO, eppure non troverai traccia di tutto ciò in nessuna opera prodotta in questo periodo … desolante! È come se negli anni settanta i rockers non avessero scritto neanche una canzone sul Vietnam.
La società dello spettacolo zero punto zero continua con la sua nauseabonda rappresentazione coatta “come se nulla fosse”. Parla d’altro. Allude al niente. Definitivamente afasica e impolitica.
La trasformazione ideologica del “Pop” è andata così avanti che anche i suoi caposaldi più indiscutibili sono stati accantonati (per esempio la dittatura dell’auditel che determinava le fortune degli spettacoli televisivi d’intrattenimento e delle carriere delle star più in vista, o il dogma del “dare al popolo quello che il popolo desidera e apprezza” regola d’oro puntualmente onorata da ogni business man degno di questo nome e da ogni politico minimamente capace di annusare gli umori del “volgo”).
Oggi prevale l’aspetto manipolativo/pedagogico rispetto a quello puramente utilitaristico del mercantile “è bello ciò che alla gente piace” e “vendo quello che la gente vuole comprare”.
Nonostante ciò la stragrande maggioranza degli Italiani, pur sottoposta ad un bombardamento mediatico ottuso e devastante, orientato alla macelleria nazi/splatter della guerra “giusta” contro “i cattivoni ex sovietici”, era e resta contraria e considera gli Ameri cani responsabili sia del conflitto in Ucraina che del genocidio a Gaza.
Questo dal punto di vista del mercato è come lasciare inevasa una grossa domanda “spontanea” ed è come fare andare in malora una maggioranza di clienti già “formattati”. Uno spreco inconcepibile fino a pochi anni fa.
Oggi invece è una concreta scelta strategica dove gli interessi imperiali USA e i nEUROdeliri dei loro lacché del rancido “vecchio continente” prevalgono su qualsiasi altra evenienza “commerciale”.
Tali sintomi indicano uno stadio molto avanzato della malattia Occidentale che se da un lato strazia dall’altro evidenzia tutti i limiti di una civiltà al tramonto: “L’inganno è il fiore e il frutto della vostra civiltà”.
Ma nessun inganno è per sempre!
Non USA ma getta – 2025 BISCA suona”
℗© 2025 ROBLE Records BISCA= Sergio ‘Serio’ Maglietta: Voce, Sax – Elio ‘100gr’ Manzo: Chitarra – Claudio ‘Clark Kent’ Marino: Batteria – Marta Riccardi a.k.a. Dub Marta: Basso